IMPRESA 4.0 E UNIVERSITÀ: SOLUZIONI PER RILANCIARE L'ECONOMIA


Perché si parla di Industria 4.0 come di Quarta rivoluzione industriale? Storicamente si possono indicare tre rivoluzioni industriali: la Prima, di fine Settecento e segnata dalla scoperta della macchina a va- pore, la Seconda di fine Ottocento e caratterizzata dall’uso dell’energia elettrica nella produzione e la Terza, di fine anni Settanta del se- colo scorso, che ha visto l’introduzione dell’informatica e del compu- ter all'interno delle macchine. Una rivoluzione che è proseguita nei due decenni successivi nel segno dell’automazione, portando a un controllo elettronico dei movimenti che è andato a sostituire - poco alla volta - quello puramente meccanico.

Cerimonia consegna lauree all'Università Popolare degli Studi di Milano

Negli ultimi anni, la Quarta rivoluzione - come viene definita l’Industria 4.0 - ha condotto a una decentralizzazione dell’uso del computer e a quelli che oggi si definiscono sistemi cyber physical dove il singolo componente o prodotto - e non il sistema in generale - è controllato da un computer o ha capacità computazionale, di elaborazione, di comunicazione e di controllo. Da qui il passo verso l’ormai noto concetto di Internet of Things (IoT) è fatto: tutte queste componenti in grado di immagazzinare e gestire informazioni vengo no messe in comunicazione fra di loro utilizzando un canale simile a  quello usato per internet. Tuttavia, a differenza di quanto avviene nell’internet “tradizionale” in cui l’interfaccia o il fruitore dell’infor- mazione è un essere umano, nel caso dell’IoT tanto chi trasmette informazioni come chi riceve è rappresentato da macchine. 

La sollecitazione a stimolare innovazione e rapporti tra università e impresa è senza dubbio un elemento di sviluppo. Tuttavia, selezionare pochi centri per valorizzarli solo in alcuni settori può comportare un indebolimento e un abbassamento complessivo del sistema universitario, ricordando che così si rischia di ottenere un impoverimento del livello generale del sapere e condizioni discriminatorie nel territorio nazionale. Potrebbe risultarne una penalizzazione dei centri di qualità periferici rispetto al nucleo industriale, circostanza che determinerebbe uno squilibrio socio-economico in un settore finanziato con denaro pubblico come quello delle università statali.

L'UNIVERSITÀ INTERNAZIONALE POPOLARE DEGLI STUDI DI MILANO 

L'Università Popolare (internazionale) degli Studi di Milano è al centro di questa rivoluzione ed è stata tra le prime università private ad adottare una completa trasparenza nel pubblicare tutti gli atti che confermano il riconoscimento ufficiale da parte del MIUR, e anche da parte di Albi particolari per una perfetta integrazione tra università, impresa e ricerca.  Li trovate qui.

Ad esempio per l'iscrizione a particolari albi di stato come la recente convenzione fra l’Università ed il Consiglio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati.
Alla data del 5 ottobre 2016 i Corsi di laurea convenzionati sono in numero di 209 e come è possibile visionare l'Università Popolare di Milano insieme ad altre Università è inserita nella Convenzione per lo svolgimento del tirocinio professionale durante il corso di studi universitario.

In particolare dal DIPARTIMENTO DI ECONOMIA, INGEGNERIA ED AGRIBUSINESS 
- Classe L-7 “Ingegneria Civile e Ambientale”
- Classe L-18 “Scienze dell’Economia e della gestione aziendale”
- Classe L-26 “Scienze e Tecnologie alimentari”

Il progetto nazionale si sta allargando, dicevamo. Solo con il Nord-Est si raggiungono nove tra università e scuole speciali, ma faranno via via parte di Industria 4.0 - che già nel 2017 prevede investimenti per dieci miliardi - i Politecnici di Milano e Torino, la Scuola speciale Sant'Anna di Pisa, l'Università Federico II di Napoli e il Politecnico di Bari. E' probabile che in altre aree - Milano, la Toscana e la Puglia, per esempio - avvengano nuove aggregazioni.

"Non siamo più legati al territorio, ha detto il Presidente dll'Università Popolare di Milano, Marco Grappeggia: La competenza va cercata dove c'è, noi offriamo le nostre specificità in Ingegneria e, Scienze dell'Economia e in generale, nella ricerca di base. Questo spirito di collaborazione e competizione fra i centri di competenze è elemento fondamentale. La collaborazione tra atenei e imprese è un passo concreto per il rilancio del sistema imprenditoriale del Veneto. Siamo inseriti in un programma nazionale che ci vedrà crescere nel tempo come offerta formativa e opportunità di lavoro. 


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