OSSERVATORIO MECSPE INDUSTRIA 4.0: PMI DELLA MECCANICA E SUBFORNITURA PROMUOVONO IL PIANO CALENDA

A un anno di distanza il 66% delle imprese giudica positivamente o discretamente gli effetti sul settore.




Le PMI della meccanica e subfornitura promuovono il Piano Industria 4.0:  a un anno di distanza il 66% delle imprese giudica positivamente o discretamente gli effetti sul settore e il 46,1% continuerebbe a investire al di là degli incentivi

- Nel I Semestre 2017 aumento dei fatturati (48, 8 %) e previsioni di crescita per il 57,9%

- Le nuove tecnologie sono in grado di migliorare la qualità del lavoro dei dipendenti (67,6%), che non le percepiscono come una minaccia ma come un’opportunità (49,3%)

- L’imprenditore è la figura driver preposta a stimolare/guidare il processo di innovazione digitale in azienda (37,2%)

Tempo di bilanci per le PMI del manifatturiero italiano, a quasi un anno di distanza dalla presentazione del Piano Nazionale Industria 4.0 del Ministro Calenda. Secondo la fotografia dell’Osservatorio MECSPE, presentato oggi a Modena da Senaf in occasione della quarta tappa dei “LABORATORI MECSPE FABBRICA DIGITALE, La via italiana per l’industria 4.0”, ben il 66% degli imprenditori giudica positivamente o discretamente gli effetti sul settore, seppur esprimendo la necessità di un piano pluriennale e di una minore attenzione rivolta alle grandi imprese. In particolare, tra le iniziative previste si attribuisce grande rilevanza all’iper-ammortamento per i macchinari funzionali alla digitalizzazione (69,7%), al credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo (57,4%), al miglioramento delle infrastrutture digitali abilitanti (54,6%) e alla de-fiscalizzazione dei premi di produzione (51,1%).

Al di là degli incentivi governativi - e in attesa che vengano definiti i dettagli di una loro riconferma nella prossima legge finanziaria – è chiara la propensione agli investimenti da parte delle imprese: quasi la metà (46,1%) dichiara che continuerebbe a destinare parte del fatturato in innovazione anche in assenza di agevolazioni, segno che la trasformazione in corso è ormai matura e culturale. C’è comunque un 22,7% che continuerebbe a farlo riducendo però gli investimenti, mentre solo il 3,9% smetterebbe totalmente.

“ I dati dell’Osservatorio MECSPE mostrano segnali senza dubbio incoraggianti, non solo per i numeri che si registrano sul fronte dell’export e per il fatturato delle aziende, nettamente in aumento rispetto allo scorso anno - commenta Maruska Sabato, Project Manager di MECSPE (Fiere di Parma, 22-24 marzo 2018) – ma anche per il fatto che quasi 9 aziende su 10 si dicano disposte a investire nei prossimi anni nella trasformazione della loro impresa in una Fabbrica Intelligente. Questo trend indica grande attenzione e forte interesse nei confronti delle tecnologie abilitanti, percepite oramai in maniera diffusa come un utile strumento per migliorare sistemi e processi produttivi. La sfida che bisogna affrontare adesso è quella della formazione : occorre aumentare il livello di competenze digitali di tutti gli operatori del manifatturiero , affinché si possano cogliere , nel più efficace dei modi , le opportunità offerte dalla tecnologia”. 

Si respira dunque una consapevolezza positiva, anche tirando le somme sul proprio percorso verso l’innovazione e la valutazione della propria posizione aziendale in rapporto al processo di Industria 4.0: quasi la metà degli intervistati (43,7%) si sente in linea con le competenze richieste, mentre il 19% ritiene di stare precedendo le azioni dei competitor. Percezione che si estende anche ai benefici che la tecnologia sta apportando al personale: secondo il 67,6% degli imprenditori, questa è in grado di migliorare la qualità del lavoro, mentre il 49,3% è convinto che i dipendenti la vedano come un’opportunità anziché una minaccia. 



Dal punto di vista della preparazione complessiva che la quarta rivoluzione industriale richiede al personale nell’analisi e gestione dei dati, il livello di competenze è giudicato alto dal 19,3% degli intervistati e medio da quasi 7 imprenditori su 10. Per migliorare la formazione il 62,8% delle aziende adotta o ha intenzione di adottare delle attività dedicate alle competenze digitali, rivolgendosi a professionisti e consulenti esterni (12,8%) o adottando metodi tradizionali come letture, confronti e dibattiti, corsi (18,9%). Solo il 9,5% si affida a metodi che prevedono il supporto di strumenti tecnologici.

Le PMI della meccanica e della subfornitura, che a oggi hanno introdotto nuove tecnologie abilitanti, hanno privilegiato soluzioni per la sicurezza informatica (59,5%) e la connettività (53,4%) – settori in cui si registra anche il livello di conoscenza maggiore da parte delle aziende - la simulazione (28,2%), la produzione additiva (26,7%), il cloud computing (24,4%) e l’Internet of Things (22,1%), che saranno oggetto di ulteriori investimenti da qui al 2018. Entro la fine del prossimo anno, dunque, l’Internet of Things sarà presente nel 22,1% delle aziende, la sicurezza informatica e il cloud computing nel 20,6%, la realtà aumentata nel 15,3%. Tra gli obiettivi, però, saranno i big data a godere degli investimenti maggiori, arrivando a essere così presenti in oltre un quinto delle imprese italiane (22,9%).

La digitalizzazione generale raggiunta in azienda è alta, soprattutto quando si parla di progettazione e sviluppo del prodotto (61,2%) e della relazione con il cliente e dei canali di vendita (60,4%), così come le aspettative per i prossimi tre anni. Tra gli effetti maggiormente attesi, il 63,2% prevede fino al 15% di aumento dei ricavi, mentre il 71,2% prospetta lo stesso risultato per quanto riguarda la riduzione dei costi. Ma qual è la figura driver preposta a stimolare/guidare il processo di innovazione digitale in azienda? Il 37,2% indica l’imprenditore. A seguire, il Direttore/Responsabile IT (14,9%), il Direttore tecnico (8,1%) e il Direttore Ricerca & Sviluppo (6,1%).

Al momento, i principali fattori di rallentamento della digitalizzazione sono rappresentati da un rapporto incerto tra investimenti e benefici (per il 46,2% delle aziende), dall’arretratezza delle imprese con cui si collabora (43,1%), dalla mancanza di competenze interne (29,2%) dall’assenza di un’infrastruttura tecnologica di base adeguata, nonché dagli investimenti richiesti troppo alti (26,2%), dalla mancanza di una chiara visione del top management (24,6%) e da troppi dubbi sulla sicurezza dei dati e possibilità di cyber attack (17,7%).

Per quanto riguarda gli investimenti nei prossimi anni, ben l’86,2% delle aziende è disposto a investire una quota del proprio fatturato per trasformare l’impresa in una Fabbrica Intelligente, con quasi 3 su 10 orientate a superare la quota del 10%. Solo il 13,8% non intende effettuare investimenti.



FOCUS – L’ANDAMENTO ECONOMICO DELLE PMI ITALIANE DEL COMPARTO DELLA MECCANICA E DELLA SUBFORNITURA I SEMESTRE 2017

L’andamento aziendale attuale risulta complessivamente soddisfacente per le imprese del comparto della meccanica e della subfornitura, con il 61,8% degli imprenditori che parla di performance aziendale molto positiva, il 32,7% che si dice mediamente appagato e solo il 5,5% contrariato. Soddisfazione che si può in parte spiegare guardando, in prima battuta, all’andamento generale nel I semestre 2017 e alle previsioni per l’anno in corso. 

Nella prima metà del 2017 rispetto al 2016, infatti, i fatturati hanno registrato una crescita per il 48,8% delle aziende, mentre il 40% dichiara stabilità e il 11,2% un calo. Un aumento significativo anche dal punto di vista del confronto con il 2016, con ben 9,7 punti percentuali in più. Il portfolio ordini è giudicato “adeguato” ai propri livelli di sostenibilità finanziaria dal 77,6% delle imprese, contro un 22,4% per cui è insufficiente.



Per quanto riguarda le previsioni per la restante parte dell’anno in corso, sul fronte dei fatturati il 57,9% si aspetta una crescita, il 31,8% stabilità e il 10,3% prospetta un calo. Numeri decisamente migliori rispetto a quelli di un anno fa, quando la percentuale delle aspettative positive era solo del 37,1%

L'export resta fattore di traino per le PMI italiane con quasi 8 su 10 (78%) che dichiarano di esportare i propri prodotti e servizi, con un’incidenza variabile. Il 33% dichiara di realizzare all’estero meno del 10% del proprio fatturato, l’11,6% “dall’ 11% al 25%”, il 15,8% “dal 26% al 45%”, l’11,6% “dal 46% al 70%” e il 6% “oltre il 70%”. 

Chi esporta punta prevalentemente verso gli Stati dell’Europa Centro-Occidentale (84,1%), seguiti da quelli dell’Europa dell’Est (37,6%) e del Nord America (30,6%). Circa il 23,6% esporta in Asia, mentre il Medio Oriente per il 17,2%, la Russia per il 15,9%, il Sud America per il 14,6%, l’Africa Settentrionale per il 10,2%, l’Oceania per il 6,4% e l’Africa Meridionale per il 3,8% rappresentano gli altri mercati di sbocco.

Non ci sono dubbi sul futuro del mercato in cui si trovano a operare le singole aziende: nei prossimi 3 anni, solo il 6,6% si aspetta una contrazione dello scenario in cui opera contro un 59,1% apertamente convinto dello sviluppo del proprio mercato di riferimento e un 34,3% che crede non ci saranno grosse variazioni rispetto all’andamento attuale.




Nota metodologica: l’indagine è stata condotta da GRS Research & Strategy su un campione di aziende della meccanica e della subfornitura utilizzando i metodi CAWI (Computer Assisted Web Interviewing) e CATI (Computer Assisted Telephone Interviewing). Sono state raccolte 282 risposte, un campione casuale, statisticamente significativo, caratterizzato da una distribuzione territoriale allineata a quella dell’universo di partenza. L’indagine si è svolta nei mesi di luglio-agosto 2017.


I numeri di MECSPE 2017 45.817 visitatori, 105.000 mq di superficie espositiva, 2.051 aziende presenti, 10 Piazze dell’eccellenza, 58 Unità dimostrative e isole di lavorazione, 7 quartieri merceologici, 11 saloni tematici, 75 momenti formativi organizzati da aziende, università e associazioni.


I saloni di MECSPE Macchine e Utensili – macchine utensili, utensili e attrezzature; Fabbrica Digitale – tecnologie informatiche per la gestione di una fabbrica intelligente; Motek Italy – automazione di fabbrica; Power Drive - Sistemi - Componenti - Meccatronica; Control Italy – metrologia e controllo qualità; Logistica – sistemi per la gestione della logistica, macchine e attrezzature; Subfornitura Meccanica – lavorazioni industriali  in conto terzi; Subfornitura Elettronica - progettazione, lavorazioni elettroniche e componenti e accessori; Eurostampi, Macchine e subfornitura plastica – stampi e stampaggio; lavorazioni delle materie plastiche e della gomma; Additive Manufacturing - rapid prototiping e 3D printing; Trattamenti Superficiali - macchine e impianti per il trattamento e la finitura delle superfici; Nuovo salone dei materiali non ferrosi e leghe - alluminio, titanio, magnesio, compositi e tecnologie.


Le tappe dei “LABORATORI MECSPE FABBRICA DIGITALE, La via italiana per l’industria 4.0” Gli appuntamenti itineranti nati con l’obiettivo di attraversare i territori strategici che stanno affrontando il percorso di adesione al Piano nazionale Industria 4.0 proseguono il tour. Dopo il successo di Vicenza, Bari e Parma, i talk in programma vedranno il confronto tra imprenditori e associazioni a Modena il 9 ottobre, con un focus su “Plastica e Automotive”. A seguire Brescia, a novembre, l’appuntamento dedicato ad “Alluminio, leghe leggere e Meccanica generale”; e Napoli, il 5 febbraio, dove si discuterà di “Materiali, Compositi e Aerospazio”. La roadmap termina a Parma all’interno di MECSPE, con un dibattito sui temi della formazione e delle nuove figure professionali all’interno della fabbrica 4.0
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