BANCHE: STATE ATTENTI AI TITOLI TOSSICI

11 economisti hanno firmato uno studio che smaschera le pratiche adottate dalle banche che con le loro grandi sale operative hanno trovato il modo di aggirare i nuovi limiti.




Nate dalla fucina dell’Unione monetaria e dall’Unione bancaria, nuove dinamiche che pochi avevano previsto sono all'ordine del giorno nella Banca centrale europea.

Ma in questi giorni uno studio pubblicato sul sito della Banca d’Italia, sostiene sulla base di fatti e dati che questi organismi  hanno adottato una linea non proprio ortodossa nella vigilanza. 

I crediti deteriorati (conosciuti anche come prestiti non performanti o, in inglese, non performing loans) sono crediti delle banche (mutui, finanziamenti, prestiti) che i debitori non riescono più a ripagare regolarmente o del tutto. Si tratta in pratica di crediti delle banche (debiti per gli altri soggetti) per i quali la riscossione è incerta sia in termini di rispetto della scadenza sia per l'ammontare dell'esposizione di capitale. I non performing loans nel linguaggio bancario sono chiamati anche crediti deteriorati o crediti inesigibili e si distinguono in varie categorie fra le quali le più importanti sono le sofferenze.

Banca Europea dunque attenta ai crediti in default, molto presenti nei bilanci della banche italiane, ma piuttosto distratta sul valore teorico di 6.800 miliardi di euro di titoli spesso «complessi, opachi e altamente illiquidi» che per due terzi si trovano nelle banche francesi e tedesche (per un terzo nel resto dell’unione monetaria, di cui il 5% in Italia). 



Al cuore dello studio, firmato da 11 economisti, c’è un argomento che fa riflettere dopo il crollo di Lehman: le banche con grandi sale operative hanno trovato il modo di aggirare i nuovi limiti che i regolatori cercano di porre. Ne parla approfonditamente Il Corriere


Le grandi banche sostengono oggi di essere coperte dal rischio di scenari avversi grazie ad altre posizioni difensive, ma il lavoro della Banca d’Italia presenta argomenti convincenti per mostrare che al prossimo choc di mercato queste potrebbero tradire. 


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