SOFFERENZE BANCARIE: ECCO COME SDL CENTROSTUDI AIUTA A FARE CHIAREZZA

Nelle ultime settimane uno dei temi più importanti è stato quello delle sofferenze bancarie, in particolare in NPL, noti anche con il nome di crediti deteriorati. La BCE, per tentare di regolamentarne la presenza all’interno dei bilanci bancari, aveva recentemente avanzato una proposta che richiederebbe ai maggiori istituti dell’Eurozona di svalutare integralmente entro due anni le nuove sofferenze non assistite da garanzie (per quelle garantite da immobili, il termine verrebbe fissato a sette anni).

SDL CENTROSTUDI

In questo modo, secondo la BCE, le banche sarebbero costrette a “ripulire” i propri bilanci, liberando risorse per concedere più credito alle aziende sane. Un maggior livello di svalutazioni renderebbe inoltre più “realistici” i valori in bilancio, favorendo quella cessione a terzi dei crediti deteriorati che oggi risulta ostica perché i compratori offrono poco rispetto a quanto contabilizzato dalle banche. Nonostante ciò, il parere degli istituti di credito e del ministero dell’Economia, è stata negativa. Le motivazioni sono molteplici:

Le analisi condotte da Crif Group su un vasto campione di sofferenze non garantite dicono che in media quasi i due quinti dei recuperi totali avvengono dopo due anni. La scadenza proposta non tiene dunque conto dei dati empirici e svantaggia i paesi dove la giustizia civile è più lenta. Se però la proposta della BCE fosse attuata in modo graduale, potrebbe trasformarsi in uno stimolo per il legislatore, perché rimuova i “colli di bottiglia” presenti nelle procedure giudiziarie.

Le banche con meno sofferenze sono spesso più dinamiche, efficienti e redditizie; ma si tratta di fenomeni contestuali, non di un legame tra causa ed effetto. È chiaro infatti che se l’economia è florida e la banca è ben gestita, le sofferenze saranno basse, i volumi in crescita e i profitti elevati. Ma inducendo le banche a svalutare integralmente le sofferenze (o a cederle a prezzi di saldo), si fanno emergere forti perdite, bruciando patrimonio e dunque indebolendo la capacità di offrire nuovi prestiti, come dimostrato da recenti studi sul mercato italiano.


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Un altro aspetto da non sottovalutare è quello legato alla valenza delle linee guida della BCE. Di norma non sono vincolanti, ma evitarle è praticamente impossibile. E quando si sovrappongono a quanto stabilito dal Parlamento Europeo, attraverso direttive e regolamenti, che prevede un regime prudenziale in materia di sofferenze bancarie, basato su requisiti patrimoniali rafforzati. La vigilanza non deve certo rinunciare alla propria indipendenza o ad affrontare con determinazione il tema delle sofferenze. Ma dovrebbe fermarsi al rispetto delle prerogative del legislatore si sono del resto richiamati gli uffici legali di Parlamento e Consiglio e lo stesso presidente di Europarlamento.

Le sofferenze bancarie oggettivamente rappresentano uno dei problemi da affrontare rapidamente per mantenere in sicurezza il sistema bancario dell’Eurozona, e difficilmente sarà possibile evitare soluzioni drastiche, ma serve anche un lavoro condiviso per ottenere una calibrazione dei regolamenti che eviti rigidità e conseguenze indesiderate.
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