BANCA IN CRISI? BLOCCHIAMO TUTTI I CONTI CORRENTI! NON È UNO SCHERZO

È ACCADUTO DAVVERO PER UN MESE IN UNA BANCA ITALIANA, DI CATANIA. 
Non sappiamo come definirlo quello accaduto in una Banca italiana il mese scorso.
PROVATE A STARE PER UN MESE SENZA POTER PRELEVARE. MAGARI CON BIMBI PICCOLI, CON I CREDITORI CHE VI ASSILLANO, CON UNA IMPRESA GIÀ IN CRISI!  
Ma la cosa ancora più drammatica è che nessuno (televisioni, giornali, economisti) ne ha parlato. PER LA PRIMA VOLTA I CONTI CORRENTI DI UN ISTITUTO DI CREDITO SONO STATI CONGELATI! Proprio come accaduto in Grecia! 





Mps è solo la punta dell'iceberg dei problemi irrisolti nelle banche italiane per le varie criticità lasciate da Renzi e Gentiloni. Come dimostrano anche i conti correnti di un istituto italiano per la prima volta congelati. E il caso Mps suscita paure che basta evocarle per capire la complessità della situazione che il nuovo Governo dovrà gestire nei prossimi anni. Vediamo quali sono tutti i motivi.


PER LA PRIMA VOLTA UNA BANCA ITALIANA CONGELA PER UN MESE TUTTI I CONTI CORRENTI 


Incredibile che non se ne parli: si tratta di un provvedimento destinato a passare alla storia perché si tratta delle prima volta che una banca decide di bloccare i conti correnti dei propri clienti. 


Come riportato sul comunicato stampa ufficiale della banca in cui si annuncia il commissariamento di Banca Base, il commissario prof. avv. Antonio Blandini decreta che “Al fine di tutelare la totalità dei creditori, e, in particolare, di preservare il valore aziendale e porre al sicuro i diritti dei clienti, dei depositanti e dei creditori in generale della Banca, ai sensi dell’art. 74 del testo unico bancario è stata disposta, con relativo provvedimento del Commissario Straordinario, a tanto appositamente autorizzato dalla Banca d’Italia, e dietro parere favorevole del Comitato di Sorveglianza, la sospensione, per il periodo di un mese, del pagamento delle passività di qualsiasi genere, nonché della restituzione degli strumenti finanziari alla clientela.”



In poche parole, ai clienti viene inibita la gestione per 30 giorni e il bancomat delle due filiali è adesso bloccato. Confedercontribuenti ha inviato una lettera a ministro dell'Economia, al direttorio e all'Unità gestione delle crisi della Banca d'Italia con la richiesta della revoca del provvedimento di sospensione dell'operatività dei correntisti. Secondo il presidente nazionale Carmelo Finocchiaro, la decisione è semplicemente ingiusta. A suo dire, non possono essere i clienti correntisti a pagare le conseguenze di responsabilità gestionali. Di conseguenza chiede che si proceda con immediatezza allo sblocco delle disponibilità finanziarie dei correntisti. Un mese per aziende e famiglie - riflette - costituisce un atto che ancora una volta Banca d'Italia fa nei confronti di coloro che non hanno alcuna responsabilità

Il presidente dell'associazione a difesa dei cittadini rileva che per le imprese è anche un discredito nei confronti dei fornitori che si vedono tornare indietro assegni con il rischio del blocco delle forniture. Una situazione che non è mai avvenuta in Italia per nessun altro commissariamento. Quale sarà la risposta del Ministero dell'Economia? Arriverà il decreto di sospensione di tutti i pagamenti dovuti all'Erario in questi trenta giorni, non essendoci alcuna responsabilità da parte dei contribuenti, clienti di Banca Base?

Il problema intorno al quale ruota la questione è essenzialmente quella della qualità dei crediti in capo alle banche italiane. Non si potrà ancora per molto fare come lo struzzo e mettere la testa sotto la sabbia per far finta di non vedere come ad esempio Mps, istituto che già è salito agli onori della cronaca diverse volte negli ultimi anni (con risvolti anche tragici come la morte di David Rossi, una vicenda ancora oscura), sia l’emblema di questo pericoloso impasse.

Costato agli italiani decine e decine di miliardi di euro (alcune stime parlano di 26 miliardi di euro serviti a salvare l’istituto senese e le altre banche interessate da questa crisi). E a nulla sono servite le operazioni dei prestigiatori della finanza. Che hanno provato a nascondere con varie operazioni, lo stato reale del sistema bancario italiano. Ma il mercato prima o poi arriverà alla verità. E quello sarà il momento in cui i nodi verranno al pettine. E saranno molto probabilmente guai.

Siamo tutti i giorni in prima linea - spiega l'avvocato Serafino Di Loreto,fondate di SDL Centrostudi- con una task force legale e finanziaria dedicata, a chiedere giustizia in tutte le sedi, Tribunali compresi, innanzi allo strapotere dei cosiddetti soggetti economici privilegiati. In 7 anni di attività – tra totale dei recuperi, aste sospese, posticipo pagamenti, dilazioni, compensazioni, rinegoziazioni, dilazioni di debito, saldi e stralci, risarcimenti, sospensione, annullamento cartelle esattoriali (ed anche alcune soccombenze) – abbiamo contribuito a mantenere vivi sul territorio e restituire dignità e nuova vita a cittadini e PMI destinati altrimenti a soccombere”, dichiara l’Avvocato Serafino Di Loreto.
Siamo operativi con successo anche sul fronte della Legge 3/2012, meglio nota come ‘salva-suicidi: un provvedimento normativo divenuto più attivo nel 2015 che consente a privati e aziende (soggetti non fallibili) alle prese con gravissime e insormontabili situazioni derivate da crisi da sovraindebitamento di potersi, attraverso opportune procedure, riabilitare dalla cosiddetta ‘morte civile’, e riprendere una vita umanamente, economicamente e professionale normale e degna”, conclude il fondatore di ‘SDL Centrostudi SPA’.

Il caso Mps è sufficiente a spiegare quali sono i motivi della bomba sociale rappresentata dalle banche. Una bomba pronta ad esplodere. Più presto di quanto si possa immaginare. La ricapitalizzazione “preventiva” dell’istituto senese avrebbe dovuto rimettere le cose a posto riportando la banca a livelli di redditività e di efficienza accettabili. In realtà, nonostante la ripresa economica e l’iniezione di fondi pubblici, Mps continua a essere un malato grave. Il rischio è che alla fine al consolidamento del settore bancario l’Italia debba assistere all’estinzione di una grossa fetta di aziende di credito, con costi economici e sociali molto elevati.



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