SDL CENTROSTUDI: RICONOSCERE E COMBATTERE L'ANATOCISMO BANCARIO

Sono in pochi a sapere cosa sia l'anatocismo bancario. Strano, se pensiamo che secondo secondo alcune stime recenti della Fondazione SDL, oltre il 90% dei conti correnti di famiglie e imprenditori sono o sono stati coinvolti nel fenomeno del calcolo degli interessi sugli interessi maturati. In pratica vengono calcolati interessi aggiuntivi sugli interessi ancora da versare all’istituto di credito, aumentando conseguentemente il debito nei confronti dell’istituto stesso.  E al cliente vengono sotratti illecitamente i suoi risparmi





L’anatocismo rappresenta un istituto giuridico disciplinato dall’art. 1283 del Codice Civile il quale prevede che “in mancanza di usi contrari, gli interessi scaduti possono produrre interessi solo dal giorno della domanda giudiziale o per effetto di convenzione posteriore alla loro scadenza, e sempre che si tratti di interessi dovuti almeno per sei mesi”. Le banche per decenni hanno però applicato quanto appena citato in modo illegittimo, in quanto prevedevano la capitalizzazione degli interessi a scadenza trimestrale, sui quali, proseguendo il rapporto con il debitore, calcolavano gli interessi, che venivano capitalizzati il trimestre successivo.

Per comprendere appieno il funzionamento dell’anatocismo, è bene fare un esempio pratico: su un fido di € 1.000,00 gli interessi trimestrali applicati potrebbero essere di € 25,00. La banca dopo tre mesi non effettua più il calcolo sulla somma iniziale di € 1.000,00 ma su quella comprensiva di interessi, pari a € 1.025,00, e così via di trimestre in trimestre.

Come facilmente immaginabile, la pratica anatocistica è favorevole solamente agli istituti di credito, dato che gli interessi a favore dell’utente sono calcolati su base annuale, e non trimestrale.
L’uso bancario di calcolare gli interessi sugli interessi è stato finalmente riconosciuto illegittimo dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 21095 del 4 novembre 2004, anche se la prima sentenza contraria agli interessi bancari e a tutta la giurisprudenza dell’epoca è stata redatta nel 1999 da Piero Calabrò, magistrato del tribunale di Lecco e attualmente presidente di SDL Centrostudi, società che contrasta i reati bancari, in particolare anatocismo e usura bancaria. 

La Corte Costituzionale con sentenza 78/2012 ha sancito che il termine per richiedere la restituzione di quanto versato indebitamente decorre dalla data di risoluzione del rapporto con la banca o dal momento del pagamento solutorio finalizzato alla copertura del passivo e si prescrive in 10 anni. Di conseguenza, è bene rivolgersi per tempo a società come SDL Centrostudi, in modo da poter far analizzare da persone esperte i propri rapporti con la banca e valutare quali siano le azioni da intraprendere per ottenere il rimborso delle somme indebitamente sottratte. 

SDL Centrostudi è stata fondata nel settembre 2010 dall’esigenza di far emergere il fenomeno poco conosciuto delle anomalie finanziarie nei rapporti tra banche, imprese e famiglie. L’intento è quello di informare il soggetto interessato di quanto si possa verificare a suo danno nell’ipotesi di ritardo nei pagamenti, offrendogli una tutela in quanto parte contrattuale più debole. L’informazione è tanto determinante quanto difficile da acquisire. In questa materia infatti la confusione regna sovrana, forse perché chi ha più interesse alla chiarezza è anche il soggetto economicamente più debole e SDL è al fianco senz’altro di quest’ultimo. I contratti degli istituti di credito sono notoriamente poco chiari, poiché scritti in linguaggio tecnico e con varie clausole che il correntista medio non comprende. 

Società come SDL Centrostudi si impegnano da sempre a chiarire i dubbi dei correntisti e dei titolari di aziende che si ritengono vessati dalle banche e che, in diversi casi, stanno per perdere la casa o l’azienda a causa di debiti contratti con le banche per mancato pagamento di rate del mutuo. In moltissimi casi SDL Centrostudi è riuscita a bloccare le ingiunzioni di sfratto e di sequestro dimostrando che l’istituto di credito era colpevole di anatocismo o di usura bancaria, se non di entrambi i reati finanziari. 

Uno dei casi più importanti seguiti da SDL Centrostudi negli ultimi anni è quello di Giuliano Besson, ex campione di sci della "valanga azzurra" negli anni '70, poi diventato imprenditore nell'abbigliamento tecnico sportivo. "Non ero in difficoltà. Non sono andato io a chiedere qualcosa: è la banca che mi ha proposto i derivati – racconta Besson - presentandolo come strumento di tutela. Invece, è come se fossi andato al casinò e avessi perso tutto". L’ex sportivi infatti si è ritrovato una quindicina d'anni dopo aver sottoscritto i derivati con un patrimonio pignorato dalla banca, senza essere più in grado di far fronte ai decreti ingiuntivi. E aveva già pagato centinaia di migliaia di euro. Grazie alle perizie fatte da SDL Centrostudi è stato possibile rilevare come su tutti i conti correnti venissero adottate pratiche anatocistiche, che hanno di conseguenza aggravato la posizione finanziaria dell’ex campione di sci. Essendo l’anatocismo illegale, il giudice ha sospeso i decreti ingiuntivi, rinviando a giudizio vari dirigenti di Unicredit, l’istituto di credito coinvolto, fra cui l’ex ad Alessandro Profumo. 


Quali sono i tipi principali di anatocismo?


L’anatocismo può essere originato in tre modi diversi, che corrispondono di conseguenza ai tipi di anatocismo: 
  • Interessi anatocistici legali: sono quelli legati alla domanda giudiziale, in cui il giudice riconosce come un unico debito indistinto la somma del capitale iniziale e gli interessi maturati e non corrisposti. Gli interessi su interessi sono in questo caso possibili e decorrono appunto dalla data della domanda. 
  • Interessi anatocistici convenzionali: sono quelli stipulati dalle parti con un accordo successivo, generalmente dovuti per ulteriori dilazioni, e stipulato per iscritto (articoli 1283 e 1284 c.c.). 
  • Interessi usuali: sono quelli relativi alla "mancanza di usi contrari" citata nell'art. 1283 - fonte di grande confusione prima della sentenza della Cassazione del 2010 che, invertendo definitivamente l’interpretazione data finora dalla giurisprudenza, la interpreta a favore dei clienti (nel caso della capitalizzazione trimestrale indebita degli interessi sullo scoperto dei conti correnti). 
È possibile in molti casi che un contratto stipulato con la banca inizialmente non sia viziato da anatocismo, poi lo diventi, per poi tornare a non esserlo. Ciò è dovuto al fatto che gli interessi versati all’istituto di credito devono essere inferiori del tasso usura stabilito trimestralmente per legge dalla Banca d’Italia ai sensi dell’art. 2 della Legge n° 108 del 7 marzo 1996, modificata dal D.L. 70/2011. Anche in questi casi rivolgersi a SDL Centrostudi consente di ottenere la restituzione delle somme ingiustamente sottratte durante il periodo di superamento del tasso soglia.
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