CONDONO CARTELLE DI EQUITALIA: ARRIVA LA PACE FISCALE. COME FUNZIONA?

La proposta arriva dal nuovo Governo con il nome di “pace fiscale” e prevederebbe la possibilità di saldare il debito con il Fisco pagando una percentuale minima dell’importo della cartella Equitalia. 


La cifra esatta dovuta per chiudere la lite fiscale sarà calcolata sulla base della specifica situazione economica del contribuente interessato dalla misura secondo tre scaglioni di aliquote: 6, 10 e 25%. Un specie di saldo a stralcio quindi il cui importo varierà in base al reddito (si terrà conto di eventuali figli minori a carico, immobili di proprietà e, ovviamente, situazione lavorativa). Non saranno ammessi alla pace fiscale contribuenti con debiti Equitalia che superano i 200 mila euro. Escluse anche le cartelle Equitalia successive al 2014.

Ma cosa c’è di concreto? Va detto che, ad oggi, non è stato depositato un disegno di legge per questa misura anche se le intenzioni dei leader dei due partiti al governo appaiono piuttosto chiare. Salvini e Di Maio preferiscono tuttavia non usare il termine “condono fiscale” che può risultare fuorviante, ma maxi-rottamazione.

IN ALCUNI CASI  SI PUÒ GIÁ FARE RICORSO A EQUITALIA, ECCO COME

Il numero di “cartelle pazze” emesse da Equitalia e dall’Agenzia delle Entrate – Riscossione è più grande di quanto si possa immaginare, e in molti casi riguardano richieste di pagamenti per imposte già pagate. Come si può combattere questa invasione di richieste di soldi non dovuti? 

Per prima cosa bisogna segnalare che la legge finanziaria del 2013 ha già introdotto un meccanismo per combattere esattamente un tipo di cartelle, emesse per un errore dell’esattore. Chi riceve una cartella relativa a imposte già pagate può chiederne la sospensione presentando una domanda all’ufficio di competenza e attendendo 220 giorni, all’esito dei quali, se non avrà ricevuto alcuna risposta, la cartella si considererà automaticamente annullata. Vige cioè la regola del cosiddetto “silenzio accoglimento”. 

 Il parere di SDL Centrostudi: "Le cartelle di Equitalia scadono in 5 anni. Se i solleciti di pagamento arrivano a più di un lustro dalla sanzione, è sempre lecito fare ricorso".
Per prima cosa è necessario scaricare questo modulo di richiesta di sospensione della cartella illegittima e compilarlo in ogni sua parte, spiegando perché si ritiene di non dover pagare. Agenzia delle Entrate – Riscossione inoltrerà l’istanza al titolare del credito, in attesa del riscontro relativo al pagamento del credito. Nel mentre la cartella viene sospesa, e non può dare luogo a esecuzioni forzate, pignoramenti e altri sistemi coercitivi di estinzione del debito. Durante la compilazione del modulo, è necessario allegare la prova dell’avvenuto pagamento di quanto richiesto con la cartella esattoriale. Se la cartella si riferisce a un avviso di accertamento dell’Agenzia delle Entrate sarà necessario il modello F23/F24 per certificare l’avvenuto pagamento. 

È necessario inoltre fare molta attenzione alle tempistiche: la procedura deve essere avviata entro 60 giorni dalla ricezione della cartella. Un ritardo nella compilazione del modulo non farà sospendere la cartella e non consentirà di vederla annullata automaticamente dopo 220 giorni di silenzio. 
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