COME INVESTIRE NELLA TECNOLOGIA BLOCKCHAIN

La blockchain di cui avevamo parlato pochi giorni fa, piace agli investitori. E i fondi di venture capital ci stanno scommettendo con convinzione. Tanto che i capitali confluiti in società che sviluppano business legati alla catena di blocchi, nei primi due mesi del 2018, sono il 40% in più rispetto a quelli investiti nello stesso periodo lo scorso anno (rif).

Sono ufficialmente iniziate le sperimentazioni in 14 istituti di credito italiani. L’obiettivo è applicare la blockchain in tutti i processi interbancari, con l’obiettivo di sfruttare i vantaggi che derivano dalla trasparenza e dalla visibilità delle informazioni, con la conseguente possibilità di fare velocemente eventuali verifiche.

COME INVESTIRE NELLA TECNOLOGIA BLOCKCHAIN

Uno dei primi ambiti interessati è quello della spunta interbancaria, che verifica la corrispondenza delle attività che interessano due banche diverse, ad esempio operazioni effettuate fra due clienti di due istituti. L’introduzione della blockchain andrà a risolvere diversi problemi gestionali, che possono creare diverse discrepanze nei dati disponibili negli istituti di credito, fornendo un protocollo unificato di gestione e, soprattutto, trasparente. 

I primi istituti di credito che sperimentano la blockchain sono Banca Mediolanum, Banca Monte dei Paschi di Siena, Banca Sella, Bnl – Gruppo BNP Paribas, Banca Popolare di Sondrio, Banco Bpm, CheBanca! – Gruppo Mediobanca, Credito Emiliano, Crédit Agricole, Credito Valtellinese, Iccrea Banca, Intesa Sanpaolo, Nexi Banca, Ubi.

Il nuovo processo prevede di avere a disposizione canali bilaterali con i quali le controparti possano scambiarsi reciprocamente delle informazioni nel rispetto della riservatezza. Attraverso l’utilizzo della piattaforma Dlt e l’implementazione di Smart Contract, sarà inoltre possibile effettuare il riscontro automatico delle transazioni bancarie semplificando e accelerando il processo di riconciliazione

Abbiamo chiesto a Walter Moladori, Financial Advisor presso Allianz, quali siano secondo lui gli elementi più importanti quando si decide di investire in questi settori innovativi. 

La blockchain ha il potenziale per rinnovare il sistema attuale attraverso l’automazione dei processi manuali, la riduzione delle frodi e il miglioramento dei controlli inerenti il rilascio di licenze e autorizzazioni. Sono tutte caratteristiche apprezzate soprattutto dai paesi dove la fiducia nelle istituzioni vacilla e il rischio corruzione è un problema rilevante. 
Si capisce bene che l’utilizzo delle blockchain potrebbe risultare molto comune nel mondo del futuro dominato dagli assistenti parlanti, dall’intelligenza artificiale e dalla “Internet delle cose“. Gli usi sono potenzialmente “infiniti”, secondo Altroconsumo. Con la blockchain potresti affittare la tua casa al mare in agosto con uno smart contract: tutte le condizioni del contratto finiscono nella blockchain e ci finisce pure la chiave di casa (un codice elettronico per aprire la porta)”.
Un modo per puntare sulla blockchain è investire in società che ne utilizzino la tecnologia.  Investire in una società che utilizza la blockchain è un’opzione migliore rispetto ad acquistare delle criptovalute, ma è importante scegliere la società giusta. 

Coloro che investono nella tecnologia blockchain per avere opportunità nel lungo periodo possono iniziare a posizionarsi in due ampi gruppi: gli abilitatori di tecnologia (technology enabler) – in ambito software, semiconduttori e piattaforme; e i primi utilizzatori di successo (early & successful adopter) – in ambito finanziario, manifatturiero, healthcare, utility e della sharing economy.

DOMANDE?

Per informazioni su nuove forme di investimento e domande potete scrivere a Walter Moladori su waltermoladori.allianzbankfa.it o via email a walter.moladori@allianzbankfa.it o al Tel: 030/9142749 - 9140058



Walter Moladori

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