TFR: MEGLIO IN AZIENDA O IN UN FONDO PENSIONE?

Il Trattamento di Fine Rapporto, o TFR, detto anche liquidazione è possibile scegliere di lasciarlo in azienda oppure di aderire ad un fondo pensione. Dove conviene andare?

tfr

È questa una delle domande più ricorrenti tra i lavoratori italiani a partire dalla riforma della previdenza complementare varata durante il Governo Prodi II ed entrata in vigore il 1° gennaio 2007 (Legge 296/2006). Quali fattori occorre considerare nella scelta se aderire a un fondo pensione o lasciare il TFR in azienda?

Davide Prontera,
Davide Prontera
Abbiamo rivolto alcune domande al Dottor Davide Prontera, che presso Azimut Holding segue i clienti che intendono investire il proprio TFR in un solido fondo pensione.


Quali sono i vantaggi per i dipendenti nello scegliere di versare il TFR in un fondo pensione rispetto al lasciarlo in azienda?
La decisione di versare il TFR in un fondo pensione e non lasciarlo in azienda ad oggi è una mossa vincente che include innumerevoli vantaggi per tutti i dipendenti. Ma andiamo a vedere questi vantaggi nel dettaglio:

1. La posizione aperta nel fondo pensione è individuale e nominativa
In caso di licenziamento o fallimento della società non ci saranno tempi d’attesa per avere il TFR perché accantonato periodicamente al fondo pensione nominativo.

2. Si può avere un continuo monitoraggio e trasparenza sul proprio TFR 
Chiedendo la posizione del fondo pensione o verificando on line si possono controllare i versamenti ed il loro valore

3. Si può avere un contributo aggiuntivo del datore di lavoro a fronte di un (eventuale) contributo % minimo del dipendente (in base all’accordo plurisoggettivo)

4. Anticipazioni con tassazione al 23%
Si ha la possibilità di richiedere anticipazioni, con modalità simili a quelle del TFR, con tassazione al 23%.

5. Versare il TFR in un fondo pensione gode di una tassazione agevolata del 15% (diminuibile fino al 9%) al riscatto per maturazione dei requisiti per la pensione

6. IL TFR può essere riscattato totalmente e immediatamente con tassazione al 23% nel caso di accordo plurisoggettivo
Ciò può avvenire in caso di chiusura dell’azienda, licenziamento, cambio datore lavoro, inoccupazione.

7. Il fondo pensione non subisce imposta di successione
Dunque viene liquidato immediatamente a favore degli eredi designati alla sottoscrizione in caso di decesso

8. Possibilità di scegliere in quale linea di gestione accumulare il proprio TFR
Si può scegliere la linea di investimento dove versare il TFR e avere la possibilità di godere di una rivalutazione maggiore rispetto al lasciarlo in azienda

9. Premio di produzione defiscalizzato
Nel fondo pensione si può versare anche il premio di produzione e nel farlo si gode di una totale defiscalizzazione Se il Premio viene destinato al fondo pensione non si paga aliquota IRPEF (23% - 43%) e contributi previdenziali INPS 9,19%.




Ci sono anche dei vantaggi per i datori di lavoro se i dipendenti versano i TFR in un fondo pensione?


Ma certamente, nell’agevolare il dipendente a non lasciare il TFR in azienda il legislatore ha anche pensato ad agevolare l’impresa e l’imprenditore.


I VANTAGGI PER L’IMPRENDITORE 


Il Fondo pensione è particolarmente indicato per la pianificazione previdenziale dedicata alle risorse umane.

Le imprese potranno beneficiare di vantaggi qualitativi e quantitativi sia per ciò che concerne gli aspetti legati alla fidelizzazione ed all’incentivazione dei dipendenti, ma soprattutto per le tematiche inerenti al trattamento di fine rapporto.

I VANTAGGI QUALITATIVI

La gestione dei flussi di cassa diventa più efficiente. Il TFR non comporta più il rischio di “esborsi improvvisi”. Minori adempimenti burocratici/amministrativi. Ritorno d’immagine aziendale nei confronti dei dipendenti e fidelizzazione degli stessi.

I VANTAGGI QUANTITATIVI

I vantaggi quantitativi sono diversi e di forte tangibilità sui conti aziendali:

SI AVRANNO MINORI COSTI DEL LAVORO

1. Nessun obbligo di rivalutazione del TFR.

2. Deducibilità: dal reddito d’impresa è deducibile un importo pari al 6% dell’ammontare del TFR annualmente destinato alla previdenza complementare per le imprese con meno di 50 addetti; e pari al 4% per le imprese con più di 50 addetti.

3. Eliminazione del contributo al Fondo di Garanzia del TFR presso l’INPS pari allo 0,20% del monte retributivo annuo lordo.

4. Taglio degli oneri impropri: ovvero dei contributi per maternità, disoccupazione, ecc… che l’azienda versa a favore dei dipendenti. Tale riduzione è pari allo 0,28% del monte retributivo annuo lordo.

RISPARMI CONTRIBUTIVI SUI PREMI DI PRODUZIONE 
Grazie agli accordi plurisoggettivi sarà possibile erogare premi (fidelizzazione/produzione) al fine di incentivare i migliori talenti presenti in azienda, potendo beneficiare di una forte riduzione contributiva INPS (costo effettivo 10% vs 30% ~).







Quanto tempo ho per decidere la destinazione del TFR?


I lavoratori assunti dopo il 1 gennaio 2007 che non abbiano già espresso in maniera tacita o esplicita la propria volontà in ordine al conferimento del trattamento di fine rapporto, relativamente a precedenti rapporti di lavoro, devono manifestare, entro 6 mesi dalla data di assunzione: 
- la volontà di conferire il trattamento di fine rapporto ad una forma pensionistica complementare;
- o di mantenere il trattamento di fine rapporto in azienda secondo le leggi che lo regolano

Questa manifestazione di volontà avviene attraverso la compilazione del modulo TFR2, che deve essere messo a disposizione di ciascun lavoratore dal datore di lavoro.
L’opzione va comunicata, in caso contrario scatta il silenzio assenso, con il versamento a Fondo pensione previsto dal contratto collettivo o a FondInps.


È possibile versare anche altri contributi nello stesso fondo dove farò arrivare il mio TFR?


Ma certo, pianificare un versamento mensile o annuale al fondo pensione è un modo semplice e alla portata di tutti per soddisfare l’aspettativa del lavoratore a mantenere il tenore di vita uguale  o simile a quello goduto durante la propria vita lavorativa.

Per i lavoratori più giovani, per i quali le modifiche del sistema pensionistico provocheranno un abbassamento significativo della pensione obbligatoria rispetto a quella degli attuali pensionati, diventa importante pensare per tempo a costruirsi una pensione complementare.

Anche in questo caso ci sono molti vantaggi:

• Deducibilità dal reddito imponibile fino a e 5.164,57 tale agevolazione determina un risparmio di imposte fino ad un massimo del 43%.

Es: verso 5000 euro nel fondo pensione, potrò avere uno sconto fiscale fino a un massimo di 2150 euro

• La “Legge di Stabilità 2015” ha portato al 20% l’aliquota dell’imposta sui risultati di gestione del fondo, mentre le normali rendite finanziarie sono tassate al 26%

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esempio: se avrò una performance positiva sui miei versamenti, su quel guadagno pagherò il 20% invece del 26%
• Le prestazioni erogate sia in forma di capitale che rendita sono tassate a titolo definitivo con un’aliquota del 15%, che decresce sino al 9%: la normale pensione INPS è invece tassata con un’aliquota media IRPEF, il cui primo scaglione è pari al 23%.



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