QUANTO CONVIENE APRIRE UN CONTO CORRENTE CON AMAZON?

Amazon rappresenta oggi la piattaforma di e-commerce numero uno in Italia, nonché il brand più ricco al mondo. Ora il colosso di Seattle ha pensato di sostituirsi alle banche e di entrare nel mercato finanziario diventando di fatto un concorrente degli Istituti di credito. Abbiamo chiesto al dott. Walter Moladori, financial Advisor, di spiegarci questo nuovo fenomeno di mercato. 


La corsa che vede i grandi colossi di Internet diventare sempre più aziende Fintech non si ferma, tutt’altro. Amazon sta trattando con diverse grandi banche americane, fra cui Jp Morgan Chase, per consentire a tutti coloro che non possiedono ancora un conto corrente, a partire dai giovani, di affidarsi ai suoi servizi bancari. Non si tratta di un’evoluzione a istituto di credito, bensì di una trasformazione che porterà Amazon a diventare un operatore in grado di agevolare il pagamento di servizi e prodotti (abbattendo i costi) attraverso un apposito conto corrente. La trasformazione consentirà ad Amazon di ridurre le commissioni pagate alle finanziarie nell’ambito delle transazioni compiute sulla sua piattaforma, raccogliendo nello stesso tempo dati (estremamente importanti per chi gestisce uno degli ecommerce più grossi al mondo) sui redditi dei consumatori e sulle loro abitudini di spesa. 
Secondo un sondaggio condotto fra mille clienti di Amazon, il 38% si fida del colosso di Bezos nel gestire le sue finanze allo stesso modo in cui si fida di una banca tradizionale. Non si tratta di una mossa isolata, dato che poche settimane fa, grazie a un accordo con Bank of America-Merrill Lynch, Amazon aveva rivelato la possibilità di erogare linee di credito in favore degli operatori che vendono sulla sua piattaforma, come naturale evoluzione del servizio «Amazon Lending», lanciato nel 2011, funzionante solo su invito della stessa Amazon, che concede prestiti da 1000 a 750 mila dollari ad aziende che potrebbero avere difficoltà a ottenere prestiti per vie tradizionali. 
Allo stesso modo, anche Facebook , Samsung e Apple puntano sull’offerta di servizi di pagamento elettronico e finanziamenti dedicati. Secondo quanto dichiarato da Apple, in un anno le transazioni tramite Apple Pay sono triplicate, con un aumento su base trimestrale pari al +27%, grazie anche al fatto che circa il 60% di tutti i negozi al dettaglio negli USA supportano Apple Pay, con un aumento del 71% – dichiara Tim Cook – nelle prime 100 catene. Restano ancora fuori dai giochi due grandi catene americane, Target e Walmart, che al momento non hanno ancora adottato Apple Pay o qualsiasi altra piattaforma di pagamento mobile di terze parti 
Un esempio nostrano di aziende che investono nel fintech, è quello fornito da Tim Pay, carta prepagata creata da HYPE per tutti cloro che sono clienti TIM. A novembre tutti quelli che attiveranno questo servizio riceveranno 5 euro di credito telefonico e 5 GB di traffico dati gratuito per 12 mesi, consentendo di scambiare denaro, inviare e ricevere bonifici, pagare in qualsiasi negozio senza nessun documento cartaceo, semplicemente usando lo smartphone.



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Dott. Walter Moladori
Dott. Walter Moladori

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