30 MILIARDI DI SOFFERENZE IN ATTESA DI PROROGA

Il 6 settembre dovrebbero scadere le Gasc, le garanzie statali sulle tranche senior delle cartolarizzazioni dei non performing loans (NPL), ma il mercato aspetta una conferma della proroga di sei mesi dell’iniziativa da parte di Bruxelles per far partire nuove emissioni di pacchetti di NPL in vendita. Il tema della Gacs interessa da vicino un po’ tutto il comparto bancario italiano. 


In rampa di lancio, come potenziali beneficiari della garanzia, ci sono una quindicina di dossier per complessivi 65 miliardi di euro di Npl. Di questi, circa la metà dovrebbe essere “blindata”: si tratta di cartolarizzazioni su cui è già stata formalizzata (o è in via di formalizzazione) la richiesta, che rispetta dunque la scadenza del 6 settembre. Nel dettaglio, si tratta delle securitization di Banca Mps (24,1 miliardi), BancoBpm (5,1 miliardi); Bper (1 miliardi), Carige (1 miliardo) e Creval (1,7 miliardi).

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Oltre a queste cartolarizzazioni “sicure”, ci sono altri 30 miliardi circa di Npl, che però rischierebbero, allo stato attuale, di andare oltre settembre con le richieste di Gasc, a causa di una lentezza da parte degli istituti di credito nell’avvio delle operazioni. Per questo motivo infatti non c’è ancora stata l’emissione dei titoli e il giudizio delle agenzie di rating, che sono necessari per ottenere la garanzia pubblica sulle tranche senior. In ballo, in questo caso, ci sono praticamente tutte le banche italiane. È l’intero comparto bancario italiano ad aspettare con ansia l’estensione delle Gasc, dato che sono interessati istituti come Unicredit ma anche Carige e Creva. 



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È estremamente improbabile che ci siano intoppi nel processo di proroga, dato che la Gacs si è rivelata fino ad oggi un’operazione vincente su più fronti, visto che è risultata estremamente efficace per i bilanci delle banche, visto che ottengono un supporto nel prezzo di cessione degli Npl. Allo stesso modo è stata utile alle casse dello Stato, che beneficiano dell’introito legato pagamento di un interesse da parte degli istituti ( stimato attorno ai 100 milioni sulle tranche senior emesse fino ad oggi), e anche per gli investitori. Una proroga aiuterebbe infine le banche a proseguire nel percorso di derisking richiesto dalla Vigilanza europea.
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