DI MAIO: MICA POSSIAMO STAR QUI A RASSICURARE I MERCATI

"Non possiamo pensare - ha detto l'attuale Ministro del Lavoro - di stare qui a rassicurare un'agenzia rating e i mercati e poi pugnalare gli italiani alle spalle. Per ascoltare le agenzie di rating negli anni si sono fatti regali alle banche, il Jobs act e la legge Fornero. Ora dobbiamo aiutare 5 milioni di poveri assoluti, gli imprenditori, risolvere i problemi di sanità e scuola. E' un Paese in macerie da ricostruire".

Al di là del tono propagandistico (se ci sono poveri la colpa non è delle agenzie di rating), sembra incredibile che un Ministro del Lavoro non capisca l'importanza di onorare i propri impegni nei confronti di investitori italiani ed esteri. Dietro le aziende di rating, infatti, ci sono persone, che si sono fidate, che hanno prestato il proprio denaro. ma che non si fideranno più dell'Italia e del Governo italiano. 



Pensateci: voi prestate i vostri soldi a un collega. Questo collega dopo un anno decide che non potrà più restituirveli perché "prima ci sono altre priorità". Si ma voi avete investito il vostro denaro con la promessa che sarebbe tornato indietro con gli interessi.
Cosa pensate che farà quel collega? Si fiderà ancora di voi? Questo è quello che accade con le agenzie di rating. Il voto indica la vostra capacità di onorare gli impegni presi. 

Dal 2019 "il reddito di cittadinanza deve partire. Nella legge di bilancio dobbiamo mettere le coperture per aiutare almeno 5 milioni di persone". Lo dice il ministro del Lavoro Luigi Di Maio, parlando dal palco della festa del Fatto Quotidiano. Ma non ha capito (il ministro del lavoro che non ha mai lavorato) che non si possono dare soldi a chi non lavora senza prima avere onorato gli impegni a chi ti ha prestato quegli stessi soldi che vorresti utilizzare per i disoccupati cronici.

Dice Di Maio "non daremo soldi per stare sul divano alle persone. Chi lo riceverà si prende l’impegno di fare lavori di pubblica utilità e di formarsi per lavori che serviranno allo Stato" e nel caso qualcuno lo percepisse senza averne titolo, aggiunge il vicepremier, "rischia fino a 6 anni di carcere". Ottimo: ma la giustizia italiana è lenta, ci vogliono anni per i contenzioni (ammesso di dimostrare il reato).

"Faremo come con le Autostrade: gli toglieremo le concessioni"

Cosaaa? Peccato che DI Maio non conosca una delle regole costituzionali più importanti che impedisce di fatto che si instauri una dittatura:
In Italia per arrestare qualcuno bisogna che un pubblico ministero appartenente all’ordine giudiziario (indipendente dal potere esecutivo) ritenga, sulla base di prove raccolte nel corso di una pur breve indagine, che abbia commesso un reato. Non è il Governo a decidere (e ci mancherebbe) chi è punibile e chi no, chi va in galera e chi no. Questo avviene nelle dittature.

Corruzione - Il dl anticorruzione "conterà norme che abbiamo aspettato per anni e che non sono state fatte perché la politica aveva paura che i carabinieri e la polizia li andassero a prendere. Dentro il documento ci sono tutte le nostre grandi battaglie come il daspo per i corrotti: se ti beccano, tu la pubblica amministrazione non la vedrai mai più". Staremo a vedere. Finora abbiamo un Ministro dell'Interno indagato per cui il M5S non ha mai chiesto di dimettersi, in barba a quanto sempre richiesto nella precedente legislatura. 


Autostrade - "Con la gestione pubblica delle autostrade abbasseremo i pedaggi. Chiederemo un pagamento congruo e con questo investiremo in manutenzione. Non vogliamo fare utili". 

Questo ce lo appuntiamo, Di Maio. Ora è pubblico, come molte delle altre promesse mai mantenute. 


Ilva - "Abbiamo verificato che nella gara per la vendita dell’Ilva c’è stato un eccesso di potere che rende l’atto illegittimo. Ma, allo stesso tempo, l’atto non soddisfa tutti i requisiti per annullarlo. Ne serve uno che stiamo verificando", ribadisce il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro. "Intanto – ha ricordato – ci incontreremo con sindacati e il potenziale acquirente Arcelor Mittal in vista della scadenza del 15".

Dunque non facciamo nulla: il movimento dell'immobilità. Sembra un ossimoro! 



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