IL GIUDICE PIGNORA LA SEDE DELLA BANCA: TASSI TROPPO ESOSI A DUE IMPRENDITORI

Ipoteca del giudice sulla sede dell’ex Bcc Sant’Elena, battaglia vinta per una tappezzeria: sarà risarcita con 105 mila euro


Ne parla oggi il Mattino di Padova: troppo i debiti accumulati per la realizzazione di un  capannone di una tappezzeria, ma nulla a confronto degli interessi passivi che la banca aveva  imposto due piccoli artigiani.  
Si tratta di un diritto dovuto! Ma se ci pensate, come dice il giornale di Padova, anche di Davide che batte Golia! 
Ma i loro nomi sono Franco Goldin e Romeo Simonato: due coraggiosi e generosi soci in affari che aprirono una tappezzeria nella zona artigianale di Monselice, 
Generosi, perché il credito di 105 mila euro atteso ora dalla Banca Patavina (ex Bcc di Sant’Elena), è stato completamente ceduto ai cinque ex dipendenti e al commercialista. 
Parte tutto da un saldo negativo di 20 mila euro a cui viene applicata la commissione di massimo scoperto», spiega l’avvocato veronese Alberto Zanuso. «Abbiamo ricostruito oltre vent’anni di costi addebitati in conto corrente, giungendo alla conclusione che la banca aveva chiesto oltre 100 mila euro in più del dovuto». Tecnicamente si chiama “anatocismo bancario” e altro non è che l’applicazione di interessi su interessi. È un illecito civile spesso riscontrato nei vecchi conti correnti. Quello in questione era stato acceso nel 1993.
Ci sono voluto purtroppo vent’anni (questa è la lentezza della giustizia in Italia!) ma ora, grazie alla pronuncia del tribunale civile di Padova, la banca che aveva erogato un mutuo mai onorato, oggi si vede pignorare la sede legale.

Serafino Di Loreto
In Italia, da 8 anni a questa parte, c’è chi, come Serafino Di Loreto, famoso avvocato bresciano, che è sempre in prima linea per restituire dignità e rispetto ai diritti di centinaia di migliaia di persone costrette giornalmente a fare i conti con aggressioni fiscali ingiustificate. Un compito difficile e rischioso insieme: quando i conti non tornano, come si suol dire.

Sono oltre 550 miliardi i debiti accumulati dai cittadini italiani - spiega Di Loreto  - E ben tre volte tanto quelli che spezzano quotidianamente le spalle - ahinoi, non più così larghe – delle imprese nazionali.

Di questi, una buona parte, però, fa rima con soldi non dovuti. Come il caso di anatocismo bancario che abbiamo appena visto contro questi due piccoli imprenditori   oggetto di processi civili e penali in cui, troppo spesso, si ha conferma che a essere in debito con contribuenti e clienti sono, rispettivamente, proprio il Fisco e le banche.

Ora sulla sede centrale della banca di via Roma 10 a Sant’Elena grava un’ipoteca. 

Finalmente, si potrebbe dire, dopo migliaia di casi in cui sono le banche a pignorare case, auto e aziende, stavolta è una piccola impresa ormai inattiva a far scattare i sigilli per l’immobile che ospita la banca.

L'articolo che spiega l'intera vicenda è oggi sul Mattino di Padova



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