RISPARMIATORI TRADITI DALLE BANCHE: SPERANZA DI RIMBORSI?

Forse arriva la prima vera buona notizia dopo anni di delusioni per le vittime dei crac bancari italiani. Forse proprio da un governo dimissionario. Attenzione: non si parla di una percentuale, ma della totalità di ciò che è stato perduto dai risparmiatori, compresi quelli che nel 2017 hanno accettato da Veneto Banca e Banca popolare di Vicenza l’offerta del 15% come transazione tombale.


L'ha annunciata il 6 aprile a Mestre il sottosegretario all’Economia Pierpaolo Baretta, giurando sull’impegno di emanare entro fine mese i decreti attuativi della legge che a dicembre stanziò 100 milioni in quattro anni per le vittime delle truffe degli istituti di credito. Significa che, a meno di problemi dell'ultimo minuto, la distribuzione del denaro da parte del Ministero dell’Economia potrebbe cominciare già nei prossimi mesi, indipendentemente dal governo che si sarà (o non si sarà) insediato nel frattempo.

Il criterio scelto per i rimborsi è quello dell’ordine di presentazione delle domande: chi prima chiede prima ottiene, fino all’esaurimento dei soldi. Il che fa sorgere inevitabilmente un interrogativo sul numero delle persone che potranno essere “salvate”.
Ne parla Panorama in uno speciale sui crac finanziari che ormai siamo abituati a vedere numerosi nei nostri istituti di credito

Si parla di almeno centinaia di migliaia di persone che in alcuni casi hanno perso tutti i loro risparmi.  Convincere i clienti a non vendere le azioni e spacciarle per sicure: questo il diktat che dall’alto era imposto a tutti i dipendenti di Veneto banca e a rivelarlo proprio uno di questi ex funzionari della sede centrale a Montebelluna.Così scritto nero su bianco in due denunce depositate lo scorso 26 aprile in Procura a Treviso dall’avvocato Sergio Calvetti a nome di 43 clienti dell’ex Popolare, secondo cui tutti i suoi colleghi sarebbero stati a conoscenza della situazione e dei rischi dei debiti deteriorati.  

Ogni giorno aziende come SDL Centrostudi ricevono gli appelli di queste persone, cercando un aiuto per riuscire ad ottenere  la restituzione di soldi indebitamente sottratti dall’istituto di credito.
avv. Serafino Di Loreto
Nonostante "il fallimento di una decina di istituti di credito abbia originato un costo di oltre 60 miliardi di euro a carico dei risparmiatori", delle banche concorrenti e del bilancio pubblico,  spiega il noto legale avv. Serafino Di Loreto, Fondatore e Amministratore della nota azienda italiana SDL Centrostudi, nonché Presidente Osservatorio Europeo per l’Educazione Finanziaria –  "l nostro sistema creditizio continua a premiare chi, in buona parte, ha causato questo dissesto: ovvero le grandi famiglie industriali, i gruppi societari e le grandi aziende.
E oltre a contrastare giornalmente nei tribunali gli abusi di banche e finanziarie - continua l'avvocato bresciano, siamo gli unici, attualmente, nel nostro Paese  a divulgare e promuovere costantemente anche i molteplici vantaggi della Legge 3/2012 cosiddetta ‘salva suicidi’, assistendo il soggetto in difficoltà in tutte le fasi del percorso di risanamento delle proprie pendenze.
 Un provvedimento legislativo, questo, di cui poco si parla, ma che consente di riabilitare soggetti fortemente sovraindebitati non fallibili che versano in condizioni disastrose, stralciando e azzerando buona parte delle loro pendenze, al contempo ripulendoli da ogni segnalazione negativa e riabilitandoli ex novo presso tutte le Centrali Rischi Interbancarie, rendendoli dunque di fatto nuovamente finanziariamente credibili e altrettanto accessibili al credito al consumo. Restituendo così il sorriso e la certezza di una vita migliore a chi si sottopone a tale procedura”, conclude l’avvocato Serafino di Loreto, che annovera al Vertice, in qualità di nuovo Presidente, una figura autorevole quale il Prof. avv. Anastasio Pugliese
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