NUOVA "TEGOLA" IN VISTA PER LE BANCHE E PER I RISPARMIATORI

sdl centrostudi, serafino di loreto,

Nuova odissea  in arrivo per le banche e per i risparmiatori. Dopo i NPL, le banche dovranno smaltire le inadempienze probabili, quelli che nei bilanci vengono registrati come Utp, acronimo di «unlikely to pay», che indicano i crediti di difficile riscossione, molto spesso garantiti da immobili, il cui grado di deterioramento è meno grave delle sofferenze, pari nel 2017 a 94 miliardi lordi, pari a 66 miliardi al netto delle rettifiche di valore, cioè delle svalutazioni. Un valore ben più alto dei 64 miliardi di sofferenze nette, i famigerati non performing loans finiti nel mirino della Vigilanza europea. 

Il problema è che un UTP può trasformarsi in NPL, quindi diventa necessario gestirli prima che un credito incagliato diventi una sofferenza vera e propria. La differenza principale è che un credito incagliato relativo a un’azienda nella gran parte dei casi sono ancora operative, anche se in difficoltà. Con gli NPL le aziende sono avviate al fallimento, se non già fallite. Di conseguenza, un UTP è ancora possibile recuperarlo senza dover aspettare il tribunale fallimentare. 

La differenza fra Utp e sofferenze è legata anche e soprattutto a come vengono gestiti. Nel caso dei NPL le tecniche sono di liquidazione del credito, con la vendita ai fondi di investimento di asset e garanzie così come si trovano. Nel caso degli Utp invece col debitore è possibile dialogare e cercare un accordo che porti alla restituzione del credito, anche allungando le tempistiche inizialmente previste. In Italia sono pochi i gestori specializzati in Utp, a dimostrazione che non si tratta di un mercato maturo. La strategia principale è quella che punta a salvare le imprese, tutelando il tessuto economico circostante ed evitare altre crisi aziendali.

LA LEGGE SALVASUICIDI

Anche per favorire la gestione dei Utp è stata varata la Legge 3/2012, nota come “Legge salva-suicidi”, grazie alla quale è stato possibile salvare dal tracollo economico (ma anche fisico e psichico) persone ormai vittime da tempo della cosiddetta ‘morte civile’: impossibilità di intestarsi un bene mobile o immobile (auto o casa, per paurache venga aggredito dai creditori), impossibilità di accedere a finanziamenti o di avere carte di credito, bancomat. 

Si tratta di una legge efficace ma di cui poco o niente si parla -  ci spi
ega  SDL Centrostudiuna società relativamente giovane, specializzata nell’analisi delle problematiche attinenti i rapporti con il sistema finanziario e bancario, nonché con i soggetti deputati al recupero di imposte e tasse  
Una Legge che consente una vera e propria rinascita per le persone sovraindebitate: le quali, mettendo a disposizione parte del proprio reddito o il proprio patrimonio, si esdebitano: vale a dire che, con il poco che hanno, salvaguardando la loro parte di entrate atta a garantire il prosieguo di una vita dignitosa, ottengono la cancellazione anche fino al 90% del cumulo debiti maturato verso privati, banche e Fisco, compresa la rimozione del proprio nominativo da tutte le banche dati dei cattivi pagatori. E poter così ripartire da zero, liberi da ogni vincolo con un passato disastroso e pesante.

SDL Centrostudi (www.sdlcentrostudi.it)  è una società relativamente giovane, specializzata nell’analisi delle problematiche attinenti i rapporti con il sistema finanziario e bancario, nonché con i soggetti deputati al recupero di imposte e tasse. Tra i suoi obiettivi quello di ripristinare la trasparenza nei predetti rapporti, spesso viziati da anomalie quali, ad esempio, l’anatocismo e l’usura bancaria.
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