COS'È E COME FUNZIONA LA COPERTURA DEI RISCHI DI CAMBIO?

Gestire correttamente la propria finanza personale è basilare in un epoca come quella attuale in cui il mondo finanziario sta diventando estremamente complesso da comprendere.
Abbiamo dunque girato la domanda al dott. Walter Moladori, financial Advisor


Per prima cosa è bene chiarire cosa sia il rischio di cambio. Quando si investe in titoli pagati con un’altra valuta, come ad esempio titoli americani, il cambio fra euro e dollaro è estremamente importante, dato che potrebbe erodere i possibili guadagni, visto che il suo valore cambia quotidianamente. 
Per evitare i rischi dati dalle fluttuazioni del cambio, esistono le cosiddette “coperture” (hedging in inglese). In pratica, si tratta di fare operazioni “a termine” sulle valute, per annullare la variazione del rapporto di cambio. I metodi disponibili per attivare le coperture dai rischi di cambio sono diversi.  

COSA ACCADE NEL CASO DI IMPORTI INVESITI DI UN CERTO "PESO"?  

Se gli importi investiti sono consistenti, è possibile creare soluzioni personalizzate, ma è anche possibile trovare diversi strumenti sul mercato. Nel mercato azionario italiano sono quotati alcuni prodotti (ETC) che replicano l’andamento dei principali cambi tra valute e che possono essere usati per avere una copertura in caso vengano effettuati investimenti al di fuori dei piani di investimento classici. In alternativa è possibile sottoscrivere quote di fondi comuni definiti “Euro hedge”, che eliminano il rischio di cambio da comparti che originariamente sono denominati in divise diverse dall’Euro. Normalmente si tratta di operazioni che hanno costi e commissioni contenuti, pari a pochi centesimi di punto percentuale, e infatti molti investitori adottano le coperture, specialmente in caso di investimenti in strumenti finanziari dai rendimenti modesti che potrebbero essere completamente erosi dalle perdite sui cambi.

COSA DOBBIAMO CONTROLLARE?

È bene tenere conto del fatto che per definire il costo totale dell’operazione si deve tenere conto anche del rendimento che si sarebbe potuto ottenere nella valuta che stiamo “coprendo” con la copertura dei rischi di cambio, rispetto allo stesso investimento fatto in euro. 

E POI C'È IL RISCHIO DEI DERIVATI..

Certamente. Per comprendere meglio le coperture, è bene ricordare che rientrano nel vasto mondo dei derivati, il cui problema più complesso dei derivati è, da sempre, quello della determinazione del loro valore o, meglio della loro stima. Secondo i principi contabili internazionali, la valutazione dei derivati, quando possibile, si effettua al fair value, cioè al valore di mercato, alla stipula, dei componenti del contratto.


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