TRUST E IMPOSTA SULLA SUCCESSIONE

L’imposta sulla successione è uno degli argomenti più spinosi, quando si parla di tasse, e gli interventi legislativi più recenti sono stati abbastanza ondivaghi. Abbiamo chiesto di spiegarci di più a Walter Moladori, consulente finanziario tra i più importanti in Italia. Se desiderate porre domande al consulente, in fondo all'articolo la sua email. 


Negli ultimi anni - spiega Walter Moladori -  ci sono stati due interventi estremamente contraddittori, il primo nel 2001 (governo Berlusconi) che aveva abolito del tutto l’imposta e successivamente reintrodotta nel 2006 (governo Prodi), portandola agli attuali livelli. Fra le proposte attualmente al vaglio del parlamento italiano, c’è quella depositata da Giulio Marcon che prevede un abbassamento della franchigia a 500.000 euro e l’imposizione fiscale dal 4 al 7 per cento per il coniuge e i parenti in linea retta, dal 6 all’8 per cento per i fratelli e le sorelle, dal 6 al 10 per cento su tutto il valore ereditato per i parenti fino al quarto grado e affini in linea retta e dall’8 al 15 per cento su tutto il valore ereditato da altri soggetti.

Fra le misure allo studio si trova anche la possibilità di ridurre la franchigia da 1 milione anche fino a 400mila euro per i familiari più stretti (coniuge e figli) e nessuna soglia di esenzione per tutti gli altri soggetti, con un generale aumento delle aliquote fiscali. 

Per evitare le tasse di successione, viene proposto il sistema del trust, ma la Corte di Cassazione nel 2015 aveva emesso una serie di ordinanze che affermavano, come riporta Fisco e Tasse:
- Il trust è soggetto passivo, posto che comunque viene acquisita una generica utilità economica, come tale valido indice di capacità contributiva ex art. 53 della Costituzione.
- Al trust viene applicata l’imposta sui vincoli di destinazione, come disciplinata dal D.L. n. 262 del 2006, art. 2, commi 47 e 49, convertito con modificazioni dalla L. n. 286 del 2006, che, reintroducendo l'imposta sulle donazioni e successioni (viene espressamente richiamato il D.Lgs. n. 346 del 1990), assoggetta all'imposta anche la costituzione di vincoli di destinazione di beni.
- Le aliquote (ed eventuali franchigie) sono applicate in funzione della relazione di parentela tra disponente e beneficiari.
- L’imposta di Registro va dunque al 3% (proporzionale) e sempre su base proporzionale si liquidano le Ipocatastali.

A partire dal 2016, la Cassazione stessa ha cambiato indirizzo, andando contro quanto appena descritto, dichiarando che non è necessario pagare le imposte di successione in caso di trust. In Inghilterra, dove lo strumento del Trust è nato, donazioni a favore di trust o società non interamente controllate sono soggette ad aliquota del 20% sul valore di mercato dei beni trasferiti per l’importo eccedente alla franchigia di 325mila sterline.



DOMANDE? CHIEDETALL'ESPERTO

Per informazioni su nuove forme di investimento e domande potete scrivere a Walter Moladori su waltermoladori.allianzbankfa.it o via email a walter.moladori@allianzbankfa.it o al Tel: 030/9142749 - 9140058

Walter Moladori









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