FINTECH E BANCHE COLLABORERANNO?

Il Fintech è un argomento di cui abbiamo parlato spesso (vedi anche banche contro Fintech, chi vincerà?)  e lo stesso di chi si occupa di finanza e credito. Richiede un’evoluzione sia per gli esperti sel settore, sia per i clienti. E i colossi del web come Google e Amazon si stanno preparando a scendere in campo direttamente, e non solo con partnership.


Secondo la Banca d’Italia, il Fintech investe non solo il mercato del credito tradizionale, ma anche e soprattutto i servizi di pagamento e le tecnologie utilizzate per erogare tutti i servizi bancari e finanziari. Data l’abitudine all’analisi dei Big Data da parte dei colossi tecnologici, specialmente per quello che riguarda l’analisi dei comportamenti delle persone, è necessario che gli operatori presenti nel mercato evolvano in modo strategico, per adeguarsi e rispondere alla sfida in maniera efficiente e redditizia. Il comparto bancario italiano apparentemente non è pronto ad affrontare la sfida, vista la limitata portata degli investimenti programmati (135 milioni di euro). La motivazione principale è data dalla significativa onerosità degli investimenti a cui corrispondono profitti ritenuti al momento poco sicuri, sia per il mercato in evoluzione, sia per l’incertezza legata al quadro normativo in evoluzione. 


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La differenza sostanziale fra comparto bancario tradizionale e fintech è data dalla capacità di analizzare i dati generati dagli utenti. Gli istituti di credito non sono ancora abituati a gestire e analizzare i big data per ottenere informazioni sull’evoluzione del business, mentre i colossi del web ottengono i loro guadagni proprio grazie all’analisi e alla profilazione degli utenti, estremamente digitali e abituati ai pagamenti online. Pagamenti che forniscono un’enorme mole di dati ai colossi tecnologici e alle banche, con la differenza che i colossi tecnologici sono in gradi di analizzarli e ottenere ancora più profitti, mentre gli istituti di credito non hanno le strutture necessarie all’analisi e la capacità evolutiva di sfruttare i dati per migliorare prodotti e servizi. 


Le sfide principali quindi si giocheranno principalmente sui processi evolutivi interni, e istituti di credito di grandi dimensioni non avranno la stessa capacità di rispondere rapidamente alla richiesta dei clienti di servizi più veloci, semplici e con migliore qualità di aziende anche più grandi, come Google e Amazon, ma che hanno al loro interno una struttura molto più flessibile e in grado di favorire il cambiamento. Un’altra sfida è legata all’adattamento a un quadro normativo complesso e in continua evoluzione. Il problema non riguarda solo gli istituti di credito, ma anche gli istituti vi vigilanza, che hanno la necessità di una tecnologia sicura, agile ed efficiente per migliorare la propria sorveglianza e il proprio sostegno al sistema finanziario.
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